

Per me la fotografia è un esercizio di sottrazione: togliere il superfluo per ritrovare l’essenza.
Il bianco e nero elimina il rumore del colore e mi riporta al cuore delle cose — alle forme, ai contrasti, alle texture che rivelano la bellezza nascosta della realtà. Questa ricerca si esprime nei miei progetti, come Le Case Effimere, Armonie e Contrasti della Natura e Architetture di Luce, ciascuno un diverso modo di indagare la relazione tra verità, tempo e percezione.
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Accanto alla fotografia, scrivo poesie.
Pensieri brevi, visioni scritte, parole che spesso nascono guardando un’immagine svilupparsi in camera oscura.